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Bali : gli dei abitano alla porta accanto

Bali-introduzione-smallNoi siamo a Bali per scoprire lo straordinario patrimonio culturale che offre quest’isola, per immergerci nella sua splendida natura e incontrare la sua cordiale popolazione.
Il guru di infoviaggio ci consiglia Lovina nel nord e fare poi base a Ubud, centro culturale e punto strategico per escursioni in varie parti dell’isola.

Lovina è stata una scelta che abbiamo apprezzato molto, atmosfera esotica, ritmi di vita rilassati, assenza di vita mondana, mete interessanti meno contaminate dal turismo: il solitario monastero buddista di Brahma Vihara, le tonificanti sorgenti calde di Air panas Banjar, un tuffo rinfrescante nelle vasche di acqua sorgiva di Air Sanih e vari affascinanti templi come il “Tempio del propretario terriero” dedicato agli spiriti protrettori dell’agricoltura.
Ci alziamo che è ancora notte e in barca all’alba avvistiamo su tradizionali barche a bilancere, i delfini che saltano su un mare piatto.

Bali-crimonia-sulla-spiaggia

Per avere più libertà e stare più a contatto con la gente affittiamo uno scooter, il traffico qui è pacato e vaghiamo piacevolmente per i villaggi respirando l’aria densa di chiodi di garofano, non c’è volto che incontriamo che non si sciolga in un sorriso; arriviamo fino a Permeturan per una distensiva sosta balneare nella sua protetta baia.

Nelle vicinanze visitiamo il suggestivo “Tempio degli affari” quindi decidiamo di prendere la benedizione (non si sà mai, eh?), sonnacchioso nella luce accecante e calda delle 13 sembra una fiabesca creazione in pietra vulcanica.
A Bali si incontrano casualmente cerimionie di ogni tipo, qui lungo la litoranea nord ci imbattiamo in una sfilata di più famiglie che portano le ceneri dei defunti, la strada è bloccata e il villaggio è tutto in strada ad osservare sorridente questo festoso corteo vestito in maniera a dir poco sgargiante, lentamente avanzano dinanzi a noi in un tripudio di colori e musiche.

E’ in manifestazioni come questa che Bali mostra il meglio di sè e la sua unicità, completamente rapiti osserviamo la scena, molti si mettono in posa per essere fotografati orgogliosi del proprio fascino. Sempre fortuitamente ci ritroviamo in una lussuosa casa tradizionale (senza invito ma ben accetti) mentre si festeggia il matrimonio di due giovani appartenenti a famiglie sicuramente facoltose, gli sposi sono bellissimi nella loro raffinata e regale eleganza, ci sembra di vivere in un’altra epoca dentro un sogno fatto d’oro e sete pregiate.

Ubud si presenta ai nostri occhi come un grosso villaggio con qualche concessione di troppo al turismo ma è una località molto piacevole ricca di palazzi reali, case tradizionali molte delle quali trasformate in guesthouse, splendidi resort, ambienti naturali come la Monkey forest e gli immancabili templi (a Bali ce ne sono migliaia!!).
Troviamo tutte le comodità che si possono desiderare, quindi ci lasciamo andare a incontrare altri viaggiatori nei suoi accoglienti caffè e ristoranti dai quali non si vorrebbe più andar via. Questa è la meta ideale per visitare gallerie d’arte, attrezzati musei, partecipare a corsi di cucina, imparare a suonare uno strumento musicale, fare yoga o massaggi in deliziose spa.

Di sera si tengono all’aperto, in incantevoli location, le stupende danze Balinesi, noi scegliamo la raffinata e sensuale Legong dance e la ipnotica e viscerale Kekac and fire trance dance, una vera e propria gioia per gli occhi, veramente imperdibili!
Da qui muovendoci agilmente sempre in scooter giochiamo a perderci tra i villaggi a sud di Ubud dove risiede il cuore dell’artigianato dell’isola, in numerosi laboratori spesso nascosti nel dedalo di stradine di campagna si lavora legno, argento, cuoio, paglia, pietra, un mondo di creatività da scoprire!

Siamo intrigati dal mondo delle maschere teatrali e dei burattini e visitiamo alcuni tra i più rinomati atelier di abili artisti/artigiani tuffandoci nel loro arcaico, mistico e misterioso mondo visivo.
Bali è terra di vulcani, per ammirare il minaccioso vulcano Gunung Anung maestoso nei suoi 3000 metri e la sua spettacolare zona affittiamo una macchina con autista, includiamo nella tappa il più importante e sacro tempio il Pura Besaki, con le sue tipiche alte pagode a più piani.
Il tempio si trova in una splendida posizione a mille metri di quota, come un’altare alle pendici del cono vulcanico, spesso celato dalle nubi.

Nel raggiungerlo visitiamo il palazzo reale di Klungkung ex capitale dell’antico impero con i suoi dipinti sul Karma.
Proseguiamo con questo feeling per valli e villaggi fino a raggiungere il giusto climax ammirando le verdissime geometrie create dalle risaie sui pendii di Jatiluwih, uno spettacolo naturale creato dall’uomo, ci rilassiamo esporando questo eden bucolico, inconsapevoli attori di una cartolina in 3D.

Vicino ad Ubud, quasi al tramonto, pagaia in mano facciamo rafting sullo scenografico fiume Ayung un modo diverso e divertente per esplorare la lussureggiante vegetazione che circonda la zona, respirando la foresta e ascoltandone il silenzio.
Si notano nascoste dalla fittissima foresta delle bellissime ville, buen ritiro di facoltosi occidentali, spesso eccentrici artisti stabilitisi in questa idilliaca valle fluviale celebrata in migliaia di dipinti, un’elegante signora francese ci dà il benvenuto dicendoci: welcome to the paradise!
Bali è naturalmente anche mare e noi ci dirigiamo verso la quieta Sanur per vivere vita da spiaggia, la vita qui scorre lentamente. Una moltitudine di aquiloni volteggiano nel cielo, alcuni di dimensioni enormi, una delle immagini che più ci rimarrà indelebili in mente al ritorno.

Lungo la strada notiamo davanti ad una casa delle elaborate decorazioni e un certo movimento di persone, scendiamo al volo dallo scooter e ci troviamo nel bel mezzo di una cerimonia della limazione dei denti (pratica che si attua in adolescenza) anche qui orchestra gamelan, tamburi, flauti, gong si mescolano in un ritmo quasi cardiaco, quella bizzarra musica irregolare cantilenante, ipnotica e avvolgente, tipica colonna sonora di un viaggio a Bali.
La gente è vestita a festa con gli immancabili Sarong di vivaci colori delle tonalità tipiche del paradiso: si dice che chi indossa un sarong porti un raggio di sole nella sua vita. Grande animazione, molti si avvicinano a noi per spiegarci l’evento, splendido momento!
Vicino ad Ubud, Tampaksiring è il sito archeologico più suggestivo, si è immersi nella giungla tra templi rupestri, ruscelli, fontane, cascate, enormi monumenti funebri scavati nella roccia, grotte, risaie, e sacerdoti che recitano mantra e fanno offerte.

E’ giunta l’ora dell’inverosimile tempio di Goa Lawa ricavato davanti ad una caverna in cui vivono migliaia di pipistrelli, per ora fortunatamente quasi dormienti.
Davanti alla sua nera spiaggia vulcanica, c’è una stupefacente e per noi inaspettata grande cerimonia dove le ceneri dei defunti vengono disperse nell’oceano.
Preghiere, riti a noi ignoti vengono perpetuati almeno per un’ora, siamo increduli e confusi tra la grande folla. Così tesi a cogliere il significato di ciò che vediamo che inavvertitamente finiamo in mezzo ad un cerchio creato dai fedeli che ripetutamente girano con le loro offerte intorno ad un’altare.

L’atmosfera che si respira non ci fà sentire stranieri che invadono la loro intimità. La stessa sensazione l’abbiamo quando assistiamo alla cerimonia della cremazione, unici forestieri, in un piccolo villaggio vicino ad Ubud. Degli uomini portano sulle spalle un adornato baldacchino che fanno girare energicamente diverse volte per confondere lo spirito del defunto affinchè non faccia ritorno a casa, musica assordante e ossessiva, la comunità del villaggio in strada, poi alla fine in un posto prestabilito bruciano il corpo. Non c’è traccia di tristezza, qui la morte non fà paura, è un fatto del tutto naturale e si attende la rinascita.
La cosa che più ci ha stupiti è che la gente vive la propria vita come un rito, fatto di gestualità, usi, costumi. Ogni ora, ogni giorno è permeato da cerimonie o dalle preparazioni di esse e la facilità con cui ci si imbatte in tutto questo mondo è sbalorditiva.

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Il turismo non ha affievolito il loro credo segno di una radicata e forte cultura autoctona ma anzi grazie a questo lo ha rivalutato e rafforzato..
La religione e la cultura induista a Bali ha una forte connotazione animista, credono che il territorio sia abitato da spiriti, demoni, dei; il rapporto è primariamente col territorio e con tutti gli spiriti che lo abitano e la relazione con il divino è caratterizzata da un continuo rito collettivo.
Esempio: dato che gli spiriti non voltano gli angoli e vanno sempre diritto, accade che in un incrocio, si costruiscano tempietti e si facciano quotidianamente offerte, per ingraziarsi gli spiriti di passaggio o per scusarsi se involontariamente ci troviamo sul loro passaggio.La cosa curiosa è che, come per gli incroci, anche sui ponti sui fiumi vale la stessa regola e si trovano spesso dei tempietti, ma se vi trovate a transitare sul ponte verso l’ora del tramonto e il vostro autista è un balinese, darà un colpo di clacson prima di attraversare il ponte, come per chiedere il permesso ed avvisare dell’imminente arrivo. Non vorrebbero mai involontariamente scontrarsi ed irritare qualche spirito che transita sul fiume

L’archietettura Balinese sia dei templi che delle case è unica ed è celebre nel mondo.Qui molte strutture vengono costruite secondo dei dettami assolutamente religiosi.
Altra particolarità che balza agli occhi del viaggiatore e che dovunque case e strade sono sempre addobbati con decorazioni fatte di paglia intrecciata, lunghe canne di bambù con bandiere etc..contribuendo alla sensazione che qui sia sempre festa.

La struttura della società balinese è sostanzialmente comunitaria, basata sulle comunità dei villaggi, o meglio su un quadruplice livello di comunità: nel villaggio c’è un’organizzazione che si chiama Banjar, un’organizzazione relativa ai campi di riso e un’altra relativa al Tempio, punto di ritrovo di ogni villaggio è il Baile, un capanno aperto spesso in muratura.
L’assenza di brutture edilizie dà organicità e armonia all’ambiente, tutte le case non superano i due piani e non esistono fabbriche, saggiamente si è puntato sul turismo.

Il successo di Bali e il suo mito è un perfetto cocktail di straordinarie bellezze naturalistiche, cultura, tradizioni, folklore, ottimo clima, comodità occidentali, varietà di paesaggi, buon livello di igiene, organizzata e variegata offerta turistica.
La tolleranza e la docilezza della popolazione è ammirevole. Si vive in un’atmosfera molto dolce e rilassata.
Evitare il conflitto è una dinamica che li caratterizza; l’aggressività viene considerata non solo una cosa negativa, ma una vera tara della personalità.
Dignitoso il loro tenore di vita non si riscontra emarginazione e degrado come in altre parti del cosiddetto terzo mondo e ci è sembrata una società a loro modo organizzata.

Bali-donne-sedute-insieme

Dovunque le persone che si incontrano emanano calma e tranquillità.
E’ una cultura veramente inclusiva, andarsene via con un po’ del loro buonumore è la cosa migliore che Bali ti possa regalare.
Sapere che al mondo esiste un posto come questo ti fà stare meglio!