Dormire cheap & chic
Quando si dice ostello subito vengono in mente generazioni di giovani squattrinati con lo zaino in spalla pronti a partire per quel mitico rito iniziatico al viaggio che è stato l’Interrail.
A unirli, oltre alla passione per l’avventura, era un grande spirito di adattamento, necessario per sopportare notti in camerate dall’arredo anonimo, scomodi letti a castello, wc e docce in comune dalla dubbia igiene. Un clima un pò spartano, insomma.
Ma sono lontani ricordi, perchè ora tutto è cambiato.

Da alcuni anni l’ostello si è rifatto il look ed è diventato un vero e proprio albergo, curato e accogliente, con arredi di design, servizi tecnologici – tv, anche al plasma, internet, wi-fi e pure il Nintendo Wii -, stanze singole e doppie, bagni in camera, pulizia assicurata.

Cambia l’aspetto, ma i prezzi rimangono decisamente abbordabili.
E grazie anche alla crisi economica internazionale, i viaggiatori riscoprono l’alloggio informale, low cost ma di qualità.
E il circuito degli ostelli cresce estendendosi capillarmente nel mondo con oltre 5000 associazioni che li gestiscono e migliaia di soci iscritti.

Cambiano così anche i clienti: non più solo giovani, ma coppie, famiglie, scolaresche in gita e business men in trasferta.
Risultato: ostelli per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Per scegliere quello giusto hai un paio di network: hostelworld e hostelsclub.
Qui si trovi migliaia di strutture affiliate nel mondo, anche guesthouse, b&b, appartamenti e campeggi; le prenotazioni online sono cresciute del 73,7% rispetto al 2008. Grazie all’austerity.
Si può dormire in stanze con le sbarre alle finestre negli ostelli ricavati in ex penitenziari – Hostel Celica di Lubiana, Jail Hostel di Ottawa, Langholmen Youth Hostel di Stoccolma o in Australia al Jail Backpackers. Le camere-celle partono da 20 € a persona.

Dalla prigione ai sotterranei: in Turchia, al Travellers Cave Hostel l’alloggio è nelle suggestive grotte della Capadocia, mentre a Stoccolma le notti si passano nella cabina di pilotaggio del Jumbo Hostel, un vecchio Boeing 747-200.
L’originalità in questo caso si paga un po’ di più, ma ne vale la pena.
Gli amanti del treno possono riposare tra i vagoni del Santos Express Train Lodge di Mossel Bay, in Sud Africa, a un prezzo d’eccezione: 8 €.

Soluzioni chic e modaiole nelle capitali europee più amate: a Valencia si dorme nel coloratissimo Nest Hostel (camerate da 18 €, doppia da 26 €), a Berlino e a Londra si fa festa al Generator (da 18,50 €), mentre ad Amsterdam abbondano gli ostelli fluttuanti, con tanto di ciurma al seguito (Hostelboat Zwaan, cabine da 25 €; B&b Boat Friesland, da 27 €)
E in Italia? La formula funziona, anche se la tradizione nostrana per gli ostelli è poco radicata rispetto ad altri paesi.

Al momento nella Penisola primeggiano le città d’arte, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Esempi? A Venezia si dorme con 20 € colazione inclusa all’ostello Cà Venezia, proprio dietro piazza San Marco; a Firenze ai 7 Santi le camere partono invece da 12 € a persona.
E così una domanda sorge spontanea: spartano a chi?
