Miami più di prima?
La città è cambiata.
L’immagine di ricchi pensionati americani che svernano giocando a golf è già storia, come anche le atmosfere un po’ kitsch di una località frequentata solo dal turismo yankee.
Oggi Miami attira i neolaureati di Yale e Harvard e i rampolli dell’East Coast e dell’Europa.
Che arrivano per le vacanze. O per viverci.
Un’inversione di tendenza che si deve in primo luogo a Art Basel / Miami Beach, la prestigiosa fiera-show di dicembre, che ha trasformato la città in una capitale dell’arte contemporanea attirando artisti internazionali, creativi, architetti.
Altre cause, naturalmente, hanno contribuito alla rinascita di Miami.
L’arrivo e gli investimenti di un’élite in fuga dal Venezuela e dall’Argentina dopo le crisi economiche di quei Paesi; l’apertura di lussuosissimi hotel sulle spiagge, dal Delano di Ian Shreger al Setai.
E ancora, la fantastica vita notturna e lo shopping in concept store, come Arrive Miami, abiti casual street, jeans, libri e prodotti cosmetici di nicchia.
O Absolutely Suitable, il miglior negozio di costumi da bagno

Ma c’è anche il relax nelle day-spa, come Brownes Beauty Lounge, al primo piano dell’omonimo negozio di profumeria, nella zona più elegante di Lincoln Road, dove prepararsi per la serata con un Margarita Salt Scrub, esfoliante, o un Frangipani Body Nourishing Wrap, impacco profumato e nutriente.
Negozi, alberghi e ristoranti celebri delle grandi metropoli hanno aperto a Miami perché sanno che la loro clientela trascorre qui le vacanze. Così hanno fatto il trendissimo Gansevoort Hotel di New York, il ristorante Dolce di Los Angeles, la Soho House di Londra.

E se un quartiere come South Beach è rimasto abbastanza popolare, il Design District è diventato la zona più hip. Per le gallerie d’arte e i negozi di interior design, ma anche per la concentrazione di locali che si riempiono all’ora di cena.
Altri quartieri alla ribalta sono il Wynwood Art District e Biscayne Boulevard, per le boutique e le proposte gastronomiche. Tra gli artefici del nuovo volto di Miami, oltre a creativi e collezionisti, anche celebrità come Donna Karan, Keanu Reeves, Calvin Klein, Eva Mendes e Dennis Hopper.

Ma è soprattutto a Craig Robins (collezionista d’arte e curatore di Design / Miami), che va il merito di aver ridisegnato gran parte della città con vari team di architetti.
Ha iniziato vent’anni fa restaurando gli edifici fatiscenti lungo Ocean Drive, lanciando così il Déco District a South Beach.
Pur tra glamour e lusso, arte e design, Miami ha saputo conservare i riti da meta balneare: le escursioni alle paludi Everglades e l’atmosfera caraibica delle sue Keys.
Stanno poi emergendo altre città, come Fort Lauderdale, 50 chilometri a nord di Miami, che attirano un nuovo turismo chic.

Ecco come Lenny Kravitz descrive la sua Miami.
«Sono nato a New York e sono cresciuto a Los Angeles, ma da qualche anno il posto in cui preferisco vivere è Miami.
In questa città abitò a lungo mia madre, e dopo la sua scomparsa dentro me è successo qualcosa che mi ha spinto a trasferirmi qui, è stato un po’ come voler riscoprire le mie radici. .
Mio nonno, originario delle Bahamas, era emigrato qui negli anni Trenta, e poco tempo dopo aveva messo al mondo mia madre. Io da bambino ci venivo in vacanza, allora abitavo a casa di una zia.
A Miami mi lega un rapporto d’amore e odio. L’odio deriva soprattutto dai racconti che mi faceva mio nonno: negli anni Trenta e Quaranta chi aveva la pelle nera subiva umiliazioni fortissime.
Per esempio, ai neri era proibito andare in spiaggia e, dopo le sei del pomeriggio, per circolare a Miami Beach dovevano esibire un documento e dimostrare di avere un lavoro regolare.
Per fortuna molte cose sono cambiate, ma non tutti i problemi sono stati risolti.
Del resto non bisogna dimenticare che siamo nel sud degli Stati Uniti, e qui certe forme di razzismo sono dure a morire.
Anche se ormai, con tutta l’immigrazione che c’è stata, Miami è una città multiculturale: questo ha creato nuovi problemi, ma è servito pure per aprire le menti.
Forse è per questo che qui l’atmosfera è frizzante, in questa città tutto è così eccitante che alla fine per forza di cose diventi più creativo.
Una delle parole che vengono usate con maggior frequenza è glamour: Miami è assolutamente glamourous, anche se io in realtà vado poco in giro e frequento raramente i locali alla moda.
Preferisco spendere il mio tempo nello studio di registrazione che ho aperto poco tempo fa in una suite su due livelli dell’Hotel Setai: tra l’altro da lassù c’è una vista straordinaria sull’oceano.
Ogni tanto passo una serata nella Florida Room dell’Hotel Delano: anche questo è un progetto firmato dalla mia società, la Kravitz Design.
E mi piace sorseggiare un drink lungo i bordi della piscina dell’Hotel Raleigh, oppure andare a visitare una galleria d’arte nel Design Disctrict.
Ma lo spettacolo più bello è osservare la gente che va su e giù lungo Ocean Drive: è un po’ come guardare un film interpretato da personaggi bizzarri e colorati, ognuno con la sua piccola storia da raccontare. È anche questo che mi affascina di Miami»




