Amsterdam : perchè andare

Nel XIII secolo alcuni pescatori costruirono un villaggio vicino ad una diga (Dam) sul fiume Amstel. Da qui il nome originario: la città della diga sull’Amstel.
Amsterdam è anche chiamata la Venezia del nord perchè è costruita su 118 isolotti collegati tra loro da circa 600 ponti sopra 75 km di canali.
Il picco del turismo si registra in luglio ed agosto ma la città è comunque vivace tutto l’anno e il clima non è mai estremo. Tra l’altro in bassa stagione voli e hotel sono meno cari, i locali meno affollati e ci sono sempre eventi interessanti in corso (ad esempio la notte dei musei in novembre o la fioritura dei tulipani da metà aprile a metà maggio).

Festival e eventi culturali si susseguono da settembre a maggio anche se Quartiere a Luci Rosse e Coffee Shop sono probabilmente le prime cose che ti vengono in mente pensando ad Amsterdam.
E’ la scaletta del nostro immaginario collettivo in cui seguono, diciamo appena staccati, Van Gogh, i tulipani, le biciclette, i diamanti, Anna Frank, la birra, le maglie arancioni della nazionale di calcio, Rembrandt. Chiude la parata Erasmo da Rotterdam.
Perchè poi questo succede: ai luoghi comuni subentrano la scoperta di una città splendida e la curiosità di conoscere meglio lo stile di vita di una popolazione tra le più tolleranti del pianeta.
E se ti lasci andare “alla civiltà” pian piano vieni preso da una leggera euforia, dall’emozione di scoprire i quartieri pedalando in bici come da bambini, di immergerti nei colori del mercato dei fiori o di sdraiarti in Vondelpark tra le famiglie che fanno un picnic a lume di candela.

La mia prima volta al Van Gogh Museum , è stato uno shock.
Mi ricordo che non volevo neanche entrare … ero giovane e ancora non conoscevo la potenza della bellezza. Poi dietro un angolo, dopo alcuni disegni a matita, arrivo davanti ad un quadro e mi blocco come ipnotizzato.
Rimango lì a fissarlo per molto tempo, scoprendone i dettagli, i colori, e per la prima volta capisco perchè qualcuno è disposto a pagare miliardi (ai tempi delle lire) per avere un quadro così in casa.
E’ per provare quell’emozione e farsi rapire dall’estasi, magari anche solo pochi minuti …
ma ogni giorno.
Davanti al famoso “Campo di grano con cipressi ” ho accusato lievi sintomi della sindrome di Sthendal (subito curati al bar ) e mi sono invaghito di Amsterdam per sempre.
Tanto che poi, dopo diversi anni, ci sono tornato e ho ritrovato tutto li, intatto.
Così ho noleggiato di nuovo una bici, sono andato a spasso per canali, ho visto qualche concerto e l’ultimo giorno, appena prima di ripartire, sono tornato al museo Van Gogh.
Stavolta il quadro era un’altro (Sottobosco ) ma identiche le sensazioni provate tanto che, in aeroporto ai banchi del check-in, un’assistente divertita dalla mia espressione trasognante ha voluto mettetere la ciliegina sulla torta (al viaggio).
E di sua iniziativa mi ha fatto l’upgrade in business class per il volo di ritorno.
Come agente il biglietto l’avevo già avuto quasi gratis e mi ricordo di aver pensato:
è proprio vero, il mondo è pieno di ingiustizie!

Inizia così la serie di articoli su Amsterdam.
La prossima settimana: Cosa vedere

