Miami : dove fermarsi
” Con quella faccia un pò così, quell’espressione un pò così, che abbiamo noi quando torniamo da … Miami
Clima, ritmi latini, griffe, cibi esotici:
ecco perché gli italiani adorano South Beach
Li trovi alla mattina con l’Herald Miami e la Gazzetta del giorno prima sotto il braccio. Ciabatte, occhiali da sole e Lacoste, si siedono al Café Milano per il cappuccino.
Li riconosci sulla spiaggia con lo sguardo rapito allo stesso modo dai tanga delle cubane e dalle torri dei bagnini. Li senti vociare ai bordi delle piscine del Loews o del Delano.
E alla fine li vedi sovvertire compiaciuti ogni regola: mangiare tacos alle 4 del pomeriggio, sushi a mezzanotte, kosher alle 11, affollare i negozi sulla Collins alle 8 di sera, ballare senza sonno alle 5 di mattina al Mint, al Madonna, al Clivelander.
Eccoli gli italiani al Beach: dappertutto, identificabili al volo per le braghette griffate, i look da velisti dello struscio, ma soprattutto per quella faccia un po’ così, dovuta alla bambinesca ubriacatura di luce e colori di Ocean drive, di ritmi caraibici e di vetrine dove anche i manichini hanno il fondoschiena di Jennifer Lopez.
Una sorta di metafisico incanto che colpisce tutti, turisti ricchi e diciottenni squattrinati.
E che non passa, anche quando scegli di vivere lì.
La passione italica per Miami la scopri nelle cifre che snocciola Alitalia sul traffico verso la Florida, in crescita anche in tempi di crisi: 7 voli settimanali e oltre 126 mila passeggeri l’anno.
Statistiche alla mano si gongola anche negli uffici di Tropicool, l’ente di promozione turistica: «L’Italia è al quarto posto nella nostra classifica con 133 mila vacanzieri l’anno».
Fuori dalle logiche del marketing, ecco in due parole perchè:
«Qui scendi dall’albergo, attraversi la strada e sei in spiaggia; ti siedi al bar con gli amici e commenti le ragazze. Una Rimini con dei vantaggi in più, lo spirito latino, i corpi perfetti frutto del melting pot, i lussi degli Usa. Ma anche una comunità di 32 mila italiani arrivati negli anni 90 che hanno portato raffinatezze tutte nostre negli alberghi e nelle cucine.
Che cosa si può volere di più?» (a parlare è un’imprenditore della moda che a Miami vive 5 mesi l’anno).
Quindi una Riccione d’oltreoceano, forse più glamour, dove gli italiani vivono e consumano. Tanto.
Nei negozi di abbigliamento, i Gap store, i Banana Republic, negli empori vintage dove fanno incetta di jeans, nei Mall come Aventura o Bayside, città multipiano dello shopping dove si trova tutto, dalla divisa da poliziotto con manganello al tanga di Victoria’s Secret, dal daiquiri alle scarpe fetish Jimmy Choo. Si spende nei ristoranti, su Lincoln road o negli italiani Tiramesù o Casa Tua.
Con orgoglio, il sindaco ha annunciato che i festival del fitness e dei deejay di Miami sono gemellati con eventi simili della Riviera adriatica. La notte e lo sport: due elementi che legano ufficialmente Miami e Rimini.
Dice il manager (italiano) dell’Hotel Pelican di Renzo Rosso: «Davanti all’oceano senti qualcosa di particolare e non riesci più a staccartene». Come lui, tanti italiani hanno scelto Miami come residenza. Negli ultimi 4 anni sono spuntati giganteschi «condos», condomini vip nei quali si sono rintanati newyorkesi stressati da tasse e terrorismo. Ancora pochi, stando a quel che succede nel Design district: 4.400 appartamenti in costruzione.
Un centinaio dei quali prenotati dall’Italia …
Ma torniamo a noi. Per gli italiani invaghiti dei tropici – e non – ecco qualche dritta su dove fermarsi a … bere, chiaccherare, guardarsi intorno, …

Big Pink
157 Collins Ave. (SoFi)
Tipico diner dove si può mangiare un sandwich o un’insalata o fare un pasto completo. Razioni abbondanti e prezzi più che ragionevoli.

Fresh on Fifth
448 Ocean Drive (SoFi)
Un posticino tranquillo dove fare la prima colazione o bere un caffè.

News cafè
800 Ocean Drive (SoBe)
Uno dei “must“ di Miami. Aperto 24 ore su 24 sette giorni su sett. Ci si siede, e si osserva il via vai su Ocean Drive.

La sandwicherie
229 14th St. (SoBe)
Un posticino senza pretese dove preparano ottimi sandwich.

Van Dyke Café
846 Lincoln Road (SoBe)
Un’istituzione, alla pari del News Cafè.
Questo però apre “soltanto“ dalle 8 del mattino alle 2 di notte.
The Café at the Books & Books
933 Lincoln Rd (SoBe)
Il bar-ristorante di una delle migliori librerie di Miami. Mamgiare qualcosa qui è molto chic.

Epicure market
1656 Alton Road (SoBe)
Cibo di altissima qualità, sia da consumare in loco che da portarsi a casa.

Dogma Grill
899 NE 125th St. (Miami)
Uno dei posti migliori per mangiare un hot dog. Ha una filiale al 7030 di Biscayne Blvd.

Paul Bakery
14861 Biscayne Blvd.
La bakery di Paul, famosissima in Francia, è sbarcata anche a Miami. C’è una succursale anche in Lincoln Road. Ottimo pane e croissant fantastici.




