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Thailandia tra mercati e pirati

Arriviamo a Bangkok di sera, sfiniti dopo tante ore di volo, ma non resistiamo e decidiamo comunque di uscire e passeggiare un po’ tra le viette del centro storico … colori e profumi, decine di bancarelle con pentoloni fumanti strapieni di pesce, di salse, di noodles …
E poi ancora spiedini di carne e di frutta …
E di scorpioni, vermi e cavallette!
No questi non li abbiamo assaggiati, non ci siamo riusciti.
Andiamo a dormire con il buon odore di curry ed incenso ancora tra i capelli.

L’indomani sveglia all’alba, prima tappa città di Samut Songkhram, il mercato galleggiante di Damnoen Saduak. È mattino presto e molte delle bancarelle devono ancora aprire, ci gustiamo il silenzio e la calma del momento, i primi timidi sorrisi dei venditori, i loro sbadigli, le prime serrande che iniziano ad alzarsi, le prime barchette colme di oggetti, spezie, pesce che iniziano a dondolare nell’acqua.

Dopo meno di un’ora l’atmosfera inizia a cambiare, il mercato si riempie di gente, di urla, richiami, odori ed il fiume si trasforma in una strada trafficata a doppio, triplo senso, in un via vai di barche colorate.
Ci spostiamo poi all’altro mercato poco distante, il Maeklong Railway, sulla ferrovia. Inizialmente non credevamo possibile che il treno passasse proprio in mezzo ai banchetti dei venditori ambulanti, ma quando abbiamo sentito il fischio assordante del gigante che arrivava, i carretti spostarsi, le tende abbassarsi, i bottegai spostare secchi e ceste pieni di merce, ci siamo dovuti ricredere.

 

 

A bocca aperta abbiamo visto il treno passare lì, in mezzo a tutti noi ad un paio di centimetri da noi! … e subito dopo, in pochi secondi, tutto sistemato, tutto di nuovo come prima …
Cesti di frutta, carrelli di carne e secchi di pesce, erano di nuovo lì, al loro posto tra i binari, di nuovo tra la folla.
Ed eccoci, scendiamo da uno sgangherato tuc tuc con  la musica a tutto volume, per ritrovarci tra mosaici variopinti, campane giganti, buddha dorati distesi e imponenti del palazzo reale, tra i canti e le preghiere dei monaci, tra le statue, le pagode e le rovine dei tempi di Ayutthaya, in groppa ad un elefante.

Una passeggiata tra le viette di Cina Town, dove si respira un’aria di vecchie usanze, di leggende, un labirinto magico di cibi, cucine, botteghe, stoffe, piume e negozietti colmi di gioielli d’oro appesi su tutte le pareti.
Dalla più tradizionale e folcloristica Bangkok ci ritroviamo poi catapultati nella sua più moderna realtà, dal 62° piano del palazzo di Le Bua-Sirocco possiamo ammirare tutte le luci della città e scoprire che questa è anche una splendida metropoli in piena crescita, ricca di storia e tradizioni e prontissima al futuro, a stare a passo con i tempi.

Dopo quattro giorni, prendiamo un autobus notturno che in 12 ore circa ci porta dall’altra parte più a sud della Thailandia, a Krabi.

Percorriamo 800 km di traffico e strade allagate dalla pioggia e tra una dormitina ed una sbirciata curiosa ai meravigliosi paesaggi dal finestrino, finalmente all’alba arriviamo a destinazione.
Lo scenario è ovviamente tutt’altra cosa, a farne da padrone ora non sono più templi e grattacieli, ma solenni e maestose montagne circondate da acqua cristallina e misteriose foreste che ci faranno da sfondo per i prossimi giorni.

Grazie ai passaggi dei barcaioli – visi segnati dal sole e sguardi sognanti immersi tra cielo e mare – raggiungiamo tutte le varie isole della zona: Ao Nang, Railay West, Phi Phi … Ci sentiamo come pirati maledetti che vìolano le più belle lagune e spiagge del mondo ricche di tesori nascosti: Maya Bay, Bamboo, Loh Dalm posti incantanti dove il tempo sembra essersi fermato, dove le sfumature dell’acqua variano tra l’azzurro del cielo e si confondono con il verde smeraldo della giungla tutt’intorno.

Ci sentiamo impavidi esploratori passando con le nostre piccole barchette tra le rocce eterne, tra le onde che sbattono forte ai piedi delle montagne giganti, ritorniamo bambini a giocare con le mille scimmiette che corrono tra la sabbia di velluto, tra i coralli e le conchiglie.
Tutto intorno è pace, è natura, è mistero, è mare, è oceano senza confini.

Risuona ancora lontano l’eco di un mostruoso tsunami, i cartelli e le insegne per l’evacuazione, gli avvisi per le zone più a rischio…una terra colpita e ferita dalla sua stessa forza e bellezza, che è riuscita a rialzarsi e ricominciare più forte e più bella di prima.

L’ultimo giorno decidiamo di farci un tatuaggio, ricordo indelebile di questo emozionante viaggio e di questa fantastica terra.

Grazie Thailandia per il tuo coraggio, per i bei sorrisi e le parole gentili… grazie per il tuo cibo, le tue spezie i tuoi piatti tipici a base di curry e pesce fresco… per le mani esperte delle vecchie signore massaggiatrici, per quelle scure e rugose dei barcaioli, preziosi traghettatori… grazie per la tua unica ospitalità… grazie per il tuo mare tanto inquietante quanto affascinante.

Kop khun khrap! “